17 Novembre 2019

Luoghi interessanti

Abbazia di Santa Maria Maggiore

Caramanico e dintorni
Poco oltre "la porta", a sinistra, il lato absidale della chiesa, in pietra locale: lo ornano colonnine sui capitelli delle quali - a diverse altezze - sono poste statue di santi e oranti, forse provenienti da altre chiese.
A partire da sinistra sono riconoscibili un pastore con le caratteristiche calzature e la zampogna, un pellegrino, un santo, Sant´Antonio Abate, Eva ed Adamo - come indicano le due iscrizioni in caratteri gotici - e, al centro, la Madonna col Bambino. La provenienza gotica delle immagini appena descritte è evidenziata anche dai loro tratti scultorei come, ad esempio, il panneggio del santo.
Di epoca posteriore è invece la grande finestra a timpano che si apre in alto, al centro. In un´edicola sulla destra è ancora leggibile un frammento d´affresco che lascia scorgere teste di angeli ed una corona: si tratta probabilmente dell´Incoronazione della Vergine. Concludono il muro, in alto, un´elegante cornice in pietra a tortiglioni ed una serie di palmette a cinque lobi.
Sull´estrema sinistra la torre campanaria cuspidata e a quattro ordini reca gli stemmi araldici della casa d´Aquino e della casa d´Aragona. Lo stacco stilistico tra il terzo ed il quarto ordine lascia pensare che la parte inferiore del campanile appartenesse ad un´epoca anteriore, e che esso fosse all´inizio una torre di avvistamento.
La cella campanaria e la cuspide furono infatti commissionate da Francesco III d´Aquino, come indica la data (1432) vicina allo stemma della sua casa.
Scendiamo ora a destra, lungo la gradinata che porta alla piazzetta antistante la facciata principale della chiesa. L´eterogeneità degli elementi architettonici che la caratterizzano evidenzia i segni dei rimaneggiamenti che l´edificio subì nel corso dei secoli.
Ad un portale gotico si affiancano ad esempio finestre rinascimentali, la fiancata si presenta suddivisa da grandi contrafforti ed una quinta architettonica di ispirazione neoclassica chiude il lato della piazzetta che guarda verso il monte Morrone.
Questi elementi sono stati introdotti nell´´800 in occasione dei lavori di sistemazione della piazzetta stessa, e sono culminati con l´inserimento del portale nella facciata laterale, asportato dalla facciata principale della chiesa (1848).
Il portale è uno degli elementi più interessanti dell´edificio e da sempre suscita interesse ed ammirazione da parte di critici e storici dell´arte. L´incisione dell´architrave ci informa che esso fu commissionato da un certo Nallus nel 1452. Lo stile è chiaramente gotico, come confermano la cuspide che lo corona e le edicolette trilobate e cuspidate che ospitano bassorilievi raffiguranti personificazioni delle Virtù. Ai lati appaiono sculture di simboli cristiani (una croce, un gallo, un calice e così via), mentre sinuose foglie incorniciano tutto il portale. L´architrave è sorretto da due magnifiche mensole raffiguranti l´una il volto di una donna giovane, l´altra quello di una vecchia. A queste immagini "terrene" si contrappone la spiritualità dell´altorilievo della lunetta, nel quale la Madonna viene incoronata da Cristo e da Dio seduti in trono, mentre la colomba dello Spirito Santo veglia dall´alto e alcuni angeli assistono alla scena. Il prezioso gruppo scultoreo, su fondo turchese, risale al 1476. Il minuzioso studio del panneggio, la simmetria ed il rigore formale che lo caratterizzano riportano ad uno stile tipico della tradizione nordica, che prevede anche la raffigurazione di Dio a completamento della scena: l´autore è infatti tedesco e si firma "Johannes Biomen ...Theatonicus de Lubec".
Anche l´interno dell´Abbazia denota in modo evidente le trasformazioni subite dall´edificio nel tempo. Del primitivo aspetto romanico essa non conserva più nulla se non il presbiterio rialzato. Molto probabilmente, come accadeva nelle chiese romaniche, in origine una o più rampe di gradini ricavate nella scala che conduceva all´altare permettevano l´accesso alla cripta, che infatti S. Maria conserva sotto il pavimento (non è visitabile).
Alla fine del ´500 risale un massiccio intervento di restauro che cambiò completamente l´assetto interno della chiesa.
Di fronte all´attuale ingresso fu innalzato l´altare più venerato e dedicato all´Assunta, ancora oggi al centro di solenni festeggiamenti (15 Agosto). Realizzato in pietra locale, con colonne tortili e marmi policromi, esso mostra la volta ed i pilastri affrescati con scene tratte dalla vita della Madonna e di Cristo. Molto originale è la presenza di Dio Padre, di solito non rappresentato. L´edicola posta al centro dell´altare e circondata da volti alati di putti ospitava una statuina dell´Assunta risalente al 1000, posta su un prezioso ostensorio di rame dorato attribuito alla scuola di Nicola da Guardiagrele (XVI secolo) e trafugata nel 1950. Lo scultore caramanichese Nicola D´Antino ne realizzò una copia raffinata che ancora oggi possiamo vedere, dal momento che l´originale non è stato più trovato.
A destra dell´altare dell´Assunta è l´altare del SS. Crocifisso che presenta una statua lignea del ´400, successivamente restaurata, che merita attenzione: osservandola da sinistra, infatti, mostra Cristo sofferente; al centro, Cristo in agonia; a destra, morto.
A sinistra della porta d´ingresso è posto un battistero ligneo del 1572 finemente lavorato. Al ´600 ed al ´700 risalgono infine gli altri altari laterali, le statue, i dipinti dell´abside, il coro ligneo ed il poderoso organo, che si ha in progetto di restaurare e rendere di nuovo funzionante.



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