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I moti in favore di Francesco II che scoppiarono in
Abruzzo, a partire dal 1860, interessarono anche la vallata dell’Orta
ed in particolar modo il borgo di Caramanico.
“… Forti del capobanda Angelo Camillo
Colafella del prossimo villaggio San Giacomo, credeano quei
facinorosi di poter tutto osare con prestigio del nome borbonico.
Essi per prorompere attendeano con ansia il 21 ottobre del 1860,
giorno della votazione del blebiscito”
In occasione del voto i rivoltosi si diressero presso
il municipio di Caramanico, infransero le porte del corpo di guardia
impossessandosi delle armi e liberando i detenuti. La rivolta si
estese alla contrada San Tommaso, ai vicini paesi di Salle,
Musellaro e Sant’Eufemia, dove a capo dei briganti fu posto lo
scalpellino Camillo Colafella ed quale mosse verso Caramanico. Nel
corso della rivolta furono assassinati a colpi di scure e roncole
due messi comunali e una guardia nazionale con il figlio. I
disordini furono sedati soltanto il 25 ottobre con l’arrivo della
forza pubblica “nazionale”.
Per saperne di più:
Storia del
brigantaggio in Abruzzo dopo l’Unità – Romano Canosa – 2001 Edizioni
Menabò
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